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Treno proiettile e proiettili

Immagine del redattore: chicchedilibri
chicchedilibri
19 ago 2021
Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 28 set 2021





Titolo: I sette killer dello Shinkansen

Autore: Isaka Kotaro

Casa editrice: Einaudi

Anno di pubblicazione: 2021

Pagine: 552

Prezzo: 21,00€
















〔❝Quando chiedi perché non si devono uccidere gli altri, ti dovresti anche domandare perché non si devono bruciare i manga rarissimi.❞〕

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Una valigia che diventa l’oggetto del desiderio di tutti e tanti killer spietati pronti a recuperarla. Il tutto a bordo di uno shinkansen, il treno proiettile giapponese. Ecco serviti gli ingredienti per un thriller fuori dagli schemi!

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Incontreremo la coppia di “agrumi” Mikan (il mandarancio giapponese) e Lemon, il diabolico studente delle medie Oji, lo sfortunato Nanao, l’ex alcolizzato Kimura. Tutti si ostacolano a vicenda per compiere la propria missione e il tutto si complica con l’introduzione di altri pericolosi assassini.

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I personaggi, forse perché così tanti, risultano delle macchiette. Nessuno dei killer è buono, anzi: eppure ho simpatizzato per alcuni e ho fortemente odiato degli altri, sperando con tutte le mie forze che venissero uccisi in qualche modo.

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Le pagine iniziali sono introduttive e servono a calarci nell’atmosfera tesa che si respira nei vagoni del treno, in cui tutti sembrano sospetti. Forse però un po’ troppo lentamente: è dopo le prime 200 pagine che le cose iniziano a farsi interessanti.

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Il punto di vista varia nei capitoli e ho trovato ben riuscito e inaspettato il colpo di scena, che ho adorato, insieme al finale. Un ulteriore punto a favore va all’ironia di Isaka Kotaro e alle vicende esilaranti e surreali.

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Non manca la sfera psicologica, con riflessioni sulla natura umana e sui divieti naturalmente accettati e imposti dalla società.

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Un thriller, con più azione che suspense, che nonostante tutto intrattiene bene. Una perfetta lettura estiva, che mi ha fatto compagnia proprio durante un viaggio in treno.

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CURIOSITÀ: il titolo giapponese del libro è Maria Bītoru (Maria Beetle). La Vergine Maria era solitamente chiamata Nostra Signora (Our Lady) e il nome “ladybird” (coccinella) venne scelto per via dei sette puntini che il coleottero reca sul dorso, ritenuti il simbolo dei sette dolori di Maria. Il personaggio Nanao, soprannominato Coccinella, è tuttavia molto sfortunato.



Ringrazio la casa editrice per la copia.

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